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Testimonianze

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ARETEVARESEONLUS

 

 

areteStatua di ἀρετή nella Biblioteca di Celso ad Efeso.

 

ἀρετή significa “virtù, “abilità”, “eccellenza”. Per i greci la virtù coincide con la capacità di un uomo di eccellere in qualcosa, di compiere un certo atto in maniera ottimale, di vivere esprimendo il meglio di sé.

 

LE NOSTRE STORIE

Come abbiamo affrontato la depressione e l’ansia

Quando, all’inizio del 2001, dopo tanto prepararci, riflettere, discutere, abbiamo dato inizio al primo gruppo di auto-aiuto in Varese, eravamo emozionati e trepidanti, assillati da dubbi e timori. Quanto cammino abbiamo fatto da allora! In dieci anni, quante persone sono passate nel gruppo, quante storie abbiamo raccolto, quanta sofferenza, quante lotte abbiamo fatto insieme! Parecchie persone se ne sono andate ristabilite e pensare a loro per noi è una grande soddisfazione. A volte ci danno loro notizie e questo è sempre fonte di gioia.
Alcuni sono rimasti nel gruppo anche quando stavano ormai bene, per aiutare gli altri con la loro testimonianza ed esperienza. Sono gli “anziani”, i “saggi”. Sono le colonne del gruppo.
Altri si sono allontanati per motivi pratici; qualcuno se ne è andato senza dare giustificazioni, un atteggiamento che pure dobbiamo accettare.

Successivamente abbiamo formato altri due gruppi, uno in Sesto Calende (VA) ed uno ancora in Varese, in orario diverso, per venire incontro alle esigenze delle persone.

Alcuni partecipanti a tali gruppi hanno voluto rendere qui la loro testimonianza. Si tratta di esperienze di vittoria sulla malattia che hanno richiesto coraggio e costanza. Speriamo che la lettura di queste storie possa infondere speranza ad altri, cosicché trovino la forza di continuare a lottare.

La prima testimonianza è la mia.
Giuliana Giannattasio Iannella
Presidente ARETE VARESE ONLUS
Facilitatrice dei gruppi di auto-aiuto

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GIULIANA

Tre anni di grandi sofferenze. Desiderio di morire. Poi infine… lo psichiatra giusto ed il farmaco giusto. E’ stato come riaffiorare in superficie, essendo stata sul punto di annegare, come rivedere la luce dopo percorsi in cubicoli bui da cui si dispera di uscire. Poi la vita sembra bellissima….pozzi   giuliana_resized

Successivamente, dietro mia insistenza, lo psichiatra mi ha diminuito molto la terapia. Risultato: una ricaduta dove ho di nuovo toccato il fondo. Riaggiustamento dellaterapia con il terrore di non uscirne, questa volta. Invece ritorno al benessere completo.

Ora continuo a prendere la mia terapia di mantenimento e sto bene da dodici anni, salvo “due ricadutine” di due/tre settimane nel 2003 e 2005.
Devo aggiungere che non c’è solo la terapia che mi fa star bene, c’è il mio AMBIENTE FAMILIARE POSITIVO e poi c’è
l’ASSOCIAZIONE!
Sono SEMPRE IN ATTIVITA’ e questo giova molto al mio umore. Inoltre AIUTARE GLI ALTRI FA BENE ANCHE A NOI STESSI!

(quadro di Emiliana Pozzi)

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